Emergenza Ukraina

Roma, 26 marzo 2022

Ai reverendi Parroci

Ai Diaconi permanenti e agli Animatori della Carità

Loro indirizzi

 

Carissimi fratelli e sorelle nelle fede,

il continuo afflusso di profughi ucraini a Roma, ospitati in numerosi casi da propri connazionali che da tempo vivono e lavorano nella nostra città, si traduce anche nel costante aumento di persone - in gran parte donne con bambini - che si rivolgono alle comunità parrocchiali, ai centri di ascolto, alle mense e ai servizi della Caritas diocesana per chiedere alimenti e di prodotti di prima necessità.

Fin dall’inizio della crisi, la nostra Caritas diocesana aveva chiesto di astenersi “momentaneamente” dalle raccolte di generi alimentari da inviare in Ucraina, dove sarebbe stato difficile stoccare e distribuire i prodotti, e attendere un probabile arrivo di profughi in Italia da accogliere e assistere.

Un flusso di arrivi che, purtroppo, si sta sempre più intensificando e va ad aggiungersi all’opera delle nostre comunità parrocchiali chiamate a rispondere alle altre povertà presenti: i senza dimora, le famiglie colpite dalla crisi, i numerosi profughi giunti dall’Africa negli ultimi anni.

Vi proponiamo quindi di partecipare ad una iniziativa di carattere diocesano di raccolta di generi alimentari e di prodotti di prima necessità che sarà articolata in due momenti.

Il primo, il 14 aprile, in occasione delle celebrazioni del Giovedì Santo, proprio per cogliere il particolare significato liturgico di quella giornata in preparazione della Santa Pasqua, con una raccolta da poter utilizzare nella rispettiva Parrocchia per venire incontro alle persone in condizioni di necessità che si presentano a chiedere aiuto ai Centri di ascolto parrocchiali.

Il secondo, sabato 7 maggio, con una raccolta da effettuare presso i centri e gli esercizi commerciali della rispettiva zona, per sostenere i cinque Empori della solidarietà promossi dalla Caritas diocesana, chiamati a supportare i diversi tipi di richieste di aiuto provenienti dalla città.

La raccolta sarà concentrata in particolare sui seguenti prodotti:

  •  Generi alimentari (olio, latte a lunga conservazione, pasta, riso, zucchero, farina, cibo in scatola – tonno, pomodori pelati, carne – omogeneizzati, caffè, biscotti e fette biscottate, marmellata, nutella)
  • Prodotti per l’igiene personale (soprattutto per donne, es. assorbenti; i bambini, es. i pannolini e le salviette igieniche; saponi liquidi e in saponette; carta igienica; spazzolini da denti e dentifrici, shampoo e bagnoschiuma)
  • Prodotti per la pulizia della casa
  •  Kit scolastici (matite, gomme da cancellare, penne, colori, quaderni, album da disegno, dizionari italiano/ucraino). 

Per ulteriori approfondimenti sulla iniziativa sarà possibile contattare i responsabili delle Caritas parrocchiali e i referenti delle prefetture.

Vi saluto fraternamente

Giustino Trincia

Direttore

Lettera per la Comunità dai nostri sacerdoti

PARROCCHIA  SAN  GIULIO

                                                                      

            CARISSIMI,

Come sapete ogni anno in quaresima viviamo la giornata della carità (5° domenica, quest’anno il 3 aprile) con una raccolta dedicata. Quest’anno sarà certamente per l’UCRAINA. La Caritas diocesana ci ha fornito indicazioni precise: per ora solo offerte in denaro. Chiediamo anche un contributo per le necessità della nostra chiesa (bollette luce e gas ci preoccupano un po’).

I doni in alimenti non deperibili, che voi generosamente portate, sono necessari alla nostra Caritas parrocchiale per le famiglie già assistite e gli ospiti fissi (ora sono tre, con l’arrivo di un giovane egiziano di 18 anni).

Siamo consapevoli delle difficoltà del momento: accanto alla preghiera per la PACE, confidiamo sulla vostra generosità manifestata in tante occasioni. Potrete consegnare la vostra offerta  in busta ai Sacerdoti oppure con un bonifico a Parrocchia san Giulio: IBAN IT 26 D 05034 03267 000000018498  PRO UCRAINA. Da tutte le offerte riserveremo qualcosa per la parrocchia.

Nessuno è da noi autorizzato a passare per le case a chiedere soldi per la parrocchia.

Grazie di cuore per quanto riuscirete a fare.

                                              Il  Consiglio Affari Economici

                                                P. Gigi, P. Giovanni e p. Riccardo.

Roma, 5.3.2022

Roma, 9 marzo 2022

 

Carissimi,

nelle concitate fasi di questi giorni, vi aggiorniamo sul percorso di accoglienza per i cittadini ucraini predisposto dalle Istituzioni e con le quali continueremo a collaborare, coordinando le nostre attività.

 

L’Ordinanza del Capo Dipartimento della Protezione Civile n. 872 del 04.03.2022, ha diramato le disposizioni finalizzate a garantire accoglienza e assistenza alla popolazione ucraina in fuga dal conflitto bellico in atto.

 

ACCOGLIENZA

Alle Prefetture il compito di assicurare l’accoglienza alla popolazione in fuga mediante la rete dei centri di accoglienza del sistema CAS/SAI (la rete ordinaria di accoglienza dei protetti internazionali predisposta in collaborazione con Anci e Ministero dell’Interno).

Tuttavia, nella evidente complessità del reperimento delle soluzioni alloggiative, l’ordinanza attribuisce alla Regione Lazio il compito di garantire alla popolazione un’accoglienza alloggiativa transitoria fino a quando le persone non saranno inserite nel circuito CAS/SAI.

Quindi, le esigenze di accoglienza alloggiativa temporanea in emergenza (le persone arrivano, ma non si sa dove farle pernottare), saranno soddisfatte esclusivamente dalla Regione Lazio per il tramite dell’Agenzia Regionale di Protezione Civile.

Per far fronte a queste richieste, la Protezione Civile del Lazio ha attivato il numero telefonico 803555 attivo 24 ore. Si tratta di una sala operativa che smisterà le domande, in base alle disponibilità, sulle strutture alberghiere e di prima accoglienza in tutto il territorio regionale.

 

CITTADINI UCRAINI ACCOLTI DA PRIVATI

Per quanti vengono accolti da familiari o conoscenti, senza, quindi, richiedere una accoglienza di tipo alloggiativo, è raccomandato l’accesso all’assistenza sanitaria e ad ogni altro supporto socio- assistenziale.

A tal fine, per poter accedere in modo gratuito e pieno all’assistenza sanitaria, dovrà essere contattato il numero verde 800118800 al fine di ottenere indicazioni per il ritiro del codice STP (Straniero Temporaneamente Presente), nonché qualsiasi altra informazione relativa all’ambito sanitario per l’intero territorio regionale.

 

PERMESSO DI SOGGIORNO

A seguito delle decisioni assunte dal Consiglio Europeo, ai cittadini ucraini viene riconosciuta immediatamente la protezione temporanea, senza necessità di alcun esame istruttorio. Tale protezione, che ha la durata di 1 anno prorogabile di 6 mesi in sei mesi per massimo di un altro anno, assicura il soggiorno, l’accesso al mercato del lavoro e agli alloggi, l’assistenza medica. Siamo in attesa di indicazioni più dettagliate che dovranno essere fornite dal Ministero dell’Interno. Nel frattempo ricordiamo che i cittadini Ucraini giunti sul territorio dell'UE titolari di un passaporto, sono esenti dal visto e possono soggiornare regolarmente in Italia per i primi 90 giorni.

 

Al fine di agevolare l’iter procedurale, il Consolato ucraino a Roma darà informazioni per il rilascio delle attestazioni necessarie al riconoscimento dei legami parentali (es. figli, nipoti del richiedente).

 

ACCESSO AI TRASPORTI PUBBLICI

La Regione Lazio provvederà al trasporto della popolazione ucraina presso i centri di accoglienza ad essa destinati attraverso i mezzi messi a disposizione dalle aziende di trasporto. Inoltre, al fine di garantire il diritto alla mobilità durante la permanenza sul territorio regionale, sarà garantita la fruibilità, a titolo gratuito, del trasporto pubblico locale, attraverso l’esibizione del tesserino regionale individuale STP o tramite titoli di viaggio rilasciati dagli operatori in funzione della tipologia del servizio richiesto.

 

RACCOLTE DI BENI E GENERI DI PRIMA NECESSITÀ

Dal Dipartimento della Protezione Civile giunge conferma che allo stato attuale non vi è una concreta necessità di procedere a raccolte di beni o generi di prima necessità per la popolazione accolta o per quella ancora presente ai confini dell’Ucraina: gli unici aiuti sino ad ora richiesti sono stati soddisfatti per il tramite dei canali istituzionali del meccanismo europeo di protezione civile. Ove necessario, in base anche al numero degli arrivi, si potrà procedere alla raccolta di generi alimentari e di prodotti di vario genere, in un secondo momento, quando cioè le persone ucraine saranno arrivate a Roma.

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Emergenza Ucraina

Informazioni e indicazioni operative per le Caritas parrocchiali di Roma

Report del 2 marzo 2022

 

Premessa

Carissimi, vi scriviamo in concomitanza con la giornata di digiuno e di preghiera per la pace che Papa Francesco ci ha invitato a fare proprio in questo Mercoledì delle Ceneri.

Dopo le concitate fasi seguite all’inizio della guerra, dal 28 febbraio sono iniziati i diversi tavoli di coordinamento a cui la Caritas diocesana di Roma è chiamata a far parte sia a livello istituzionale che in quello ecclesiale.

In una situazione così complessa, soggetta a possibili continui cambiamenti ed esposta a drammatiche conseguenze ad ogni livello, è importante che ogni comportamento delle comunità parrocchiali sia improntato alla corresponsabilità, al dialogo e alla collaborazione all’interno e all’esterno della comunità ecclesiale.

Rispetto alla comprensibile ondata di emotività che i drammatici eventi di questi giorni suscita in tutti noi, è importante far prevalere la razionalità e il realismo per assicurare la massima efficacia ai diversi possibili interventi di solidarietà e di fratellanza universale.

Per questo riteniamo importante promuovere e sostenere delle iniziative che siano in linea con il mandato che la Conferenza Episcopale Italiana ha fin qui dato alla Caritas.

 

1.      Il contesto

a)   La Caritas di Roma – con il coordinamento di Caritas Italiana e della rete internazionale delle Caritas – si è attivata fin dalle prime ore del conflitto per rispondere alle prime emergenze che riguardano la popolazione e gli sfollati nei paesi confinanti.

b)   In Ucraina esistono due Caritas nazionali: “Caritas Ucraina” espressione della Chiesa Greco- Cattolica ucraina e “Caritas Ucraina-Spes” espressione della Chiesa Romano  Cattolica.  Entrambe rappresentano un’ampia rete di Caritas diocesane e parrocchiali, diffuse in tutto il Paese. Caritas Italiana collabora e sostiene da anni entrambe le Caritas in Ucraina nel loro difficile lavoro a supporto delle vittime della guerra (iniziata nel 2014) e in generale della popolazione più vulnerabile. In questi giorni sono molto intense le attività di accoglienza e di assistenza che in questi giorni vedono coinvolte le Caritas dei Paesi che confinano con l’Ucraina: Polonia, Romania e Moldavia, senza dimenticare l’apporto che proviene da quelle dell’Ungheria e della Slovacchia.

c)   In un contesto mutevole e ancora poco definito, è dunque importante seguire le indicazioni che Caritas Italiana fornirà in base all’evoluzione della situazione. I nostri contatti, a questo scopo, sono praticamente giornalieri e frequenti le riunioni e gli scambi con tutte le altre Caritas diocesane. Allo stesso tempo, è bene sottolineare che le indicazioni sono «provvisorie» e suscettibili di modifiche anche per la vastità e disomogeneità dei soggetti coinvolti a livello internazionale e locale (Prefettura, Comune, Asl, diocesi, altre organizzazioni).

 

2.      La situazione dei profughi

L’Unhcr, agenzia dell’Onu per i rifugiati, stima fino a quattro milioni di cittadini ucraini in fuga dal loro Paese. Attualmente, le persone che hanno varcato i confini, sono circa un milione. Si tratta per lo più di anziani, donne e bambini: agli uomini dai 18 ai 60 anni è vietato espatriare.

 

La maggior parte viene accolta nei centri predisposti subito dopo il confine in Romania, Polonia, Moldavia, Ungheria e Slovacchia dove le Caritas locali sono attive insieme alle altre  organizzazioni internazionali.

Molti sono coloro che, già nei giorni precedenti il conflitto, sono espatriati per  raggiungere  familiari e amici all’estero.

L’Italia è il primo paese di destinazione per l’emigrazione ucraina e la comunità, la decima per numero di presenze nella Penisola, conta circa 250 mila immigrati.

L’ingresso in Italia è consentito senza «visto» per una durata di 90 giorni.

Nell’ambito degli accordi stabiliti dal Consiglio «Giustizia e Affari interni» dell’Unione Europea, in base alla direttiva 55/2001/ce (protezione temporanea nel caso di arrivo massiccio di stranieri che non possono rientrare nel loro paese) è prevista una tutela immediata e transitoria di tali persone sfollate assicurando una ripartizione tra gli Stati membri che ricevono tali persone e subiscono le conseguenze di tale accoglienza.

In base agli accordi intercorsi l’Italia è chiamata ad ospitare il 13% del totale degli sfollati. La situazione degli arrivi risulta particolarmente critica sotto due aspetti:

  • non si ha la minima idea della durata dell’accoglienza e dell’evolversi della crisi in Ucraina.
  • la situazione sanitaria del Paese, legata alla pandemia di Covid-19, è una delle peggiori in Europa. Le stime parlano di meno del 30% della popolazione vaccinata. Inoltre, tra i vaccinati, solo pochi hanno potuto fare un vaccino riconosciuto per la Carta Verde (la maggior ha ricevuto il vaccino cinese).

 

3.      Le priorità immediate del nostro intervento

 

3.1  Anzitutto, la raccolta fondi

Su richiesta della Conferenza episcopale italiana, che ha stanziato per il momento 100.000 euro per sostenere i primi interventi di emergenza, è stata avviata una raccolta fondi a cui sono chiamate ad aderire tutte le Chiese locali attraverso le Caritas diocesane.

Per quanto riguarda Roma, è possibile contribuire con donazioni al conto corrente postale 001021945793 intestato a Fondazione “Caritas Roma” – ONLUS (Via Casilina Vecchia 19), causale “Sostegno Ucraina”; bonifico bancario Banco Posta IBAN: IT 50 F 07601 03200 001021945793.

E’ da tenere presente che le merci, soprattutto alimenti e vestiti, possono essere acquistati a

costi minori sul posto o in paesi limitrofi e che coloro che sono più prossimi alle popolazioni colpite, sono quelli maggiormente in grado di cogliere più rapidamente le loro esigenze.

 

3.2  Prepariamoci alle possibili forme di accoglienza

Allo stato attuale esistono due possibili modalità di accoglienza: quella che ci deriva dalla solidarietà tra Paesi dell’Unione Europea e che verrà gestita dalle Prefetture attraverso la rete SAI e quella informale di persone che giungono da sole o con catene familiari.

Nel primo caso, la Caritas diocesana è già in contatto con la Prefettura di Roma e con il Comune per cercare di proporre un sistema di accoglienza diffusa, nell’ambito del percorso CAS (centro accoglienza straordinaria) da proporre nelle parrocchie, negli istituti, nelle famiglie e in altri contesti con il coinvolgimento delle comunità locali. Un sistema simile a quello utilizzato dallo scorso mese di settembre per i cittadini afghani.

L’accoglienza in collaborazione con la Prefettura presenta sicuramente dei vantaggi dal punto di vista amministrativo e della regolarizzazione del soggiorno per le persone accolte (permesso di soggiorno temporaneo), gli aspetti sanitari (gli ospiti arriverebbero dopo una fase di quarantena e, forse, la vaccinazione), la durata dell’accoglienza (puntiamo a siglare protocolli ed, eventualmente, convenzioni).

Nel caso di accoglienza fatta in forma «privata», è bene averlo ben presente, si raccomanda alle parrocchie di coordinarsi ugualmente con la Prefettura, con la Asl e il Commissariato di Polizia.

 

3.3  Avviamo da subito una mappatura delle risorse
  • Fare una ricognizione di strutture e spazi disponibili per l’accoglienza;
  • individuare famiglie disposte ad ospitare;
  • creare un elenco di persone in grado di operare come volontari, mediatori linguistici e insegnanti di italiano nelle strutture di accoglienza (che possibilmente conoscano le lingue ucraina, russa o polacca).

3.4   Intensificare l’attività di animazione e di sensibilizzazione delle comunità parrocchiali, promuovendo incontri di preghiera, momenti di approfondimento.

 

3.5  Lavoriamo in rete e non da soli, nella chiesa, con le realtà laiche serie e con le istituzioni locali, disponibili ad agire con efficacia nel rispetto dei diversi punti di vista. La pandemia da Covid-19, ha infatti dimostrato quanto sia importante e, soprattutto possibile, lavorare con gli altri per “fare bene del bene”. L’obiettivo generale per il quale anche la Caritas diocesana di Roma è chiamata a fare la sua parte, è quello di promuovere un network, una rete sociale per l’accoglienza dei fratelli e delle sorelle ucraine in fuga dalla guerra.

 

4.      Sconsigliate al momento le raccolte di alimenti, farmaci e vestiario

Come avviene da molti anni - le prime indicazioni in questo senso risalgono al 1997 - la Caritas sconsiglia le raccolte alimentari, di farmaci e di vestiario se non in situazioni ben definite.

Oltre a ricordare che i prodotti, soprattutto alimenti e vestiti, possono essere acquistati a costi minori sul posto o in paesi limitrofi, si segnala che in contesti di guerra - soprattutto con combattimenti ancora in corso - risultano difficoltose e molto costose le operazioni di logistica, trasporto, stoccaggio e distribuzione dei beni.

Nel caso di medicinali, consigliamo di avviare raccolte solo su richieste specifiche e concordandole con la Caritas diocesana e nazionale.

 

Riepilogando, sul piano operativo:

 

  • puntare sulla raccolta fondi per sostenere le Caritas in Ucraina e le Caritas che accolgono i rifugiati ai confini. I fondi potranno anche sostenere, in un secondo momento, l’accoglienza nella Diocesi di Roma;
  •  attivare una mappatura delle risorse disponibili nel proprio territorio: strutture e persone.
  •  evitare di aderire a raccolte di alimenti, vestiario e medicinali se non concordate a livello diocesano o nazionale;
  •  sensibilizzare la comunità parrocchiale promuovendo incontri di preghiera e momenti di approfondimento
  •  lavorare in rete e non da soli.

 

 5.   Prime informazioni per quanto riguarda Roma Capitale

Nella riunione con le diverse realtà di Roma, promossa il 1° marzo sera da Roma Capitale (Assessorato alle Politiche Sociale e alla Salute), oltre alla conferma della straordinaria ricchezza della città in termini di generosità e di impegno solidale, sono emerse le seguenti informazioni che vanno però molto approfondite nei prossimi giorni.

 

  • Il Comune di Roma ha attivato, presso l’ufficio immigrazione, una sala operativa cittadina per chiunque – associazioni o singole persone – desidera avere informazioni e offrire aiuti. Numero verde 800 93 88 73 - attivo tutti i giorni dalle 8.00 alle 20.00; per la raccolta di disponibilità di risorse al link che segue http://emergenzaucraina.roma.it/registrazione-enti.
  • È stata avviata una ricognizione per verificare gli alberghi disponibili ad accogliere persone, in fuga dall’Ucraina.
  • Verrà rafforzata la collaborazione con la Regione Lazio per venire incontro alla necessità di predisporre un apposito servizio di vaccinazione dei profughi e con il Ministero degli Esteri per quanto riguarda i possibili problemi legati ai documenti delle persone fuggite.
  • Verranno coinvolti nell’iniziativa i diversi Municipi.
  •  Nell’immediato il Comune non avvierà direttamente iniziative di raccolta di indumenti e di prodotti vari, stante i collegati problemi di carattere logistico e di magazzino.
Per segnalazioni e informazioni: Caritas diocesana

Tel. 06.88815130 (orario 8.30 - 18.00)

Email: comunitaeterritorio@caritasroma.it

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Emergenza Ukraina

Carissimi fedeli di San Giulio, 

vi evidenzio tre iniziative che i nostri sacerdoti, con il consiglio pastorale, il consiglio affari economici e la commissione Carità, hanno deciso di portare avanti per fronteggiare l’emergenza Ukraina, in accordo con Caritas diocesana: 

1)     Raccogliere fondi per aiutare le Caritas in Ukraina (sono due: una di espressione Greco-Cattolica e l’altra di espressione Romano-Cattolica) e le Caritas che accolgono i rifugiati ai confini. E per questa opportunità è già cominciata la raccolta tramite la lettera che potete leggere sempre in questa pagina, qui sul sito. 

2)     Segnalare la disponibilità ad accogliere i profughi, per realizzare una mappatura delle risorse del territorio parrocchiale. 

3)     Ricerca di volontari che parlino il russo o il polacco o il tedesco, che possano fare da tramite con le famiglie ospitanti. 

A tal fine, chi volesse mettere a disposizione una stanza, un appartamento o altro, oppure offrirsi volontario, lo dica ai nostri sacerdoti, facendo riferimento a quante persone si è disposti ad ospitare ed al tempo che si è disposti ad offrire, lasciando il proprio nome, cognome e numero telefonico, per essere contattati in caso di necessità. Tutte le disponibilità saranno poi girate al link della Caritas diocesana: https://forms.gle/VUxpNB6abhZsWwW6 

È estremamente importante non agire/lavorare da soli, per via della sicurezza sanitaria (il 70% del popolo ucraino non è vaccinato) e per far capire/vedere a Caritas che c’è una comunità unita, che va tutta nella stessa direzione: accoglienza e testimonianza del Vangelo. 

Massimo P., referente carità parrocchiale. 

P.S.  per informazioni il referente è Massimo P. si può compilare il form "contatti" e sarete al più presto richiamati. 

Grazie