Centro di accoglienza

Centro di Accoglienza per persone senza fissa dimora

Oggi abbiamo inaugurato e benedetto questo Centro di Accoglienza per persone senza fissa dimora.

Lo apriamo grazie alla forte e tenace volontà di padre Dario, in collaborazione con la Caritas diocesana.

Non si tratta, però, di fornire a queste persone solamente vitto e alloggio, ma di costruire e vivere una cultura “dell’incontro”; quella cultura che il Santo Padre ha più volte descritto come “un abbraccio” di tante braccia che si aprono e si chiudono trasmettendo l’Amore del Padre, affinché questi nostri ospiti sappiano di essere amati come figli e si sentano a casa, nell’unica famiglia umana.

Oggi viene chiesto ad ognuno di noi uno sforzo ed un impegno particolarmente forte: quello di dare una risposta buona e profondamente cristiana per far sì che questo Centro che, ricordo, ha un nome ed un cognome, “A BRACCIA APERTE”, onori la memoria di Giovanni e Anna, genitori, e di Federico e Francesca, fratelli di p. Dario, ai quali il Centro è dedicato; continui nel tempo la sua opera di bene trasmessaci dallo stesso p. Dario; perseveri sulla via dell’amore fraterno predicato da Papa Francesco e sia, soprattutto, testimonianza autentica del Vangelo di Dio.

 

Parrocchia San Giulio – Roma – lì 8 dicembre 2019

 

Abbiamo avviato le attività del Centro di Accoglienza, con l’adesione al Piano freddo predisposto dalla Caritas diocesana. Proprio come l’anno scorso, apriamo braccia e cuore verso i senza fissa dimora, per garantire loro un tetto ed un pasto caldo, ampliando il numero degli ospiti (saranno sei). Naturalmente questa volta l’impegno sarà maggiore e ci sarà sempre bisogno del coinvolgimento di ognuno per la buona riuscita del progetto.

 

Questo dovrà diventare, nel tempo, un segno distintivo di tutta la nostra comunità che, nell’attenzione verso gli ultimi, intende vivere concretamente e quotidianamente il messaggio del Vangelo.

 

 

AVVISO 

 

Buongiorno a tutti. Vi informo che l' accoglienza dei nostri ospiti senza fissa dimora termina come "emergenza freddo", ma continua come "emergenza sanitaria". Al momento non siamo in grado di stabilire fino a quando, ma non appena lo sapremo ve lo comunicheremo. Gli ospiti si autogestiscono ed hanno la possibilità e le risorse sia alimentari sia economiche per cucinare i pasti quotidiani. Se qualcuno di voi ha cmq piacere ed è nelle condizioni di portare una cena, può farlo, accordandosi direttamente con padre Riccardo (con un minimo di preavviso). Vi ricordo il numero di p. Riccardo: 333 3244431. Per qualsiasi cosa resto a disposizione. Un caro saluto e un rinnovato ringraziamento da tutti noi, per la vostra disponibilità e generosità